Mancanza di qualcosa. Nostalgia di qualcuno
21 Ottobre 2007 di
Luachan
Mancanza di qualcosa.
Mi mancano i suoi occhi, che colorano un cuore di periferia come il writer di turno colorerebbe i sentimenti di una città.
Mi mancano la sua loquacità e le persone attorno a lei. Così come mi mancano i silenzi quando, sempre attorno a lei, ci siamo io e il mio sguardo.
Mancanza che non toglie il respiro ma se non altro lo limita. E mi piace, lo dico davvero, essere dipendente dalla droga che lei mi passa con i suoi baci e la sua sensualità.
E’ bello anche sentirsi indipendenti. Da quella paura di risultare banale in un mondo pieno di banalità e ricco di poche cose, tra cui il nostro rapporto.
E’ bello che in sogno ti appaia una donna che non esiste, che non è lei e tu che non la baci perchè ti sentiresti onestamente un verme se lo facessi, come legato da un patto peraltro mai firmato ma di cui senti sulla tua pelle e nelle sensazioni, con piacere, gli effetti.
Nostalgia di qualcuno. Che è lontano migliaia di chilometri.
Inghilterra, patria originaria e adottiva della stragrande maggioranza dei miei miti. Musicali e calcistici.
Wembley pieno di gente con la croce di Sant’Andrea sul cuore.
L’Astoria durante un concerto dei Paradise Lost.
I Depeche Mode a braccetto con i Black Sabbath si dirigono verso Piccadilly.
Gerrard, con la maglia dei Reds a Chelsea.
Tutto questo è Londra, il centro del mondo che l’America invidia all’Europa . Protagonista vera, con i suoi monumenti, il suo fiume, le sue scene e il suo fumo.
A dividere me e lei c’è mezza Europa, un pezzo di mare e la nebbia. Non quella londinese, ma quella tutta materana di una fredda notte di ottobre. I miei complici, stanotte, si chiamano Ocumare e Desperados.
Non conto i giorni che ancora ci separano, no. Questo lo facevo quando ero in caserma e mancavano parecchi mesi all’alba. Lo fanno anche i carcerati. Senza esagerare, ma con un po’ di malinconia, te lo scrivo: non è lo stesso senza te.
Infilato in Matera Moonlight, Tocchi di vita |
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Quest’anno non mi ha catturato come negli anni passati, devo dire. Parlo ovviamente di quella forma depressiva che colpisce molte persone durante le feste per la nascita di baby Christ e nota con il nome di Depressansia.